
I futures azionari USA hanno iniziato il nuovo trimestre con un tono più cauto, nonostante Wall Street abbia chiuso giugno in modo solido.
Il problema non riguarda solo la geopolitica, sebbene la diplomazia USA-Iran bloccata a Doha tenga gli operatori in allerta.
La questione più importante è che il contesto macroeconomico sta diventando meno favorevole.
Un mercato del lavoro resiliente, timori di un'inflazione persistente e la probabilità in aumento di un'ulteriore stretta della Federal Reserve costringono gli investitori a chiedersi se il rally guidato dall'IA potrà continuare a fare da traino anche a luglio.
5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street
1. I futures segnalano un avvio cauto
I futures USA sono stati più deboli o misti durante la sessione europea, con i contratti sul Dow sotto pressione mentre gli operatori riducevano il rischio all'inizio della seconda metà dell'anno.
I futures sul Dow sono scesi di 170 punti, i futures sull'S&P 500 hanno ceduto lo 0,29% mentre i futures sul Nasdaq 100 hanno perso lo 0,34%.
2. I colloqui USA-Iran restano un'incognita per i mercati
La diplomazia a Doha procede tramite mediatori piuttosto che con colloqui diretti tra USA e Iran.
Gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff si sono recati in Qatar, ma i funzionari iraniani hanno escluso incontri diretti con la delegazione USA.
Questo lascia i mercati senza un chiaro segnale di de-escalation.
Lo Stretto di Hormuz resta il punto di rischio principale perché qualsiasi interruzione lì può rapidamente riflettersi sui prezzi del petrolio, sulle aspettative d'inflazione e sui rendimenti obbligazionari. Per le azioni, il pericolo non è solo la tensione geopolitica.
È la possibilità che la volatilità energetica impedisca alla Fed di mantenere un atteggiamento paziente.
3. Le scommesse su rialzi della Fed tornano al centro dell'attenzione
I mercati dei tassi stanno di nuovo inclinando verso una visione più restrittiva.
Il CME FedWatch mostrava che i trader assegnavano circa il 67% di probabilità a un aumento dei tassi a settembre, uno spostamento notevole rispetto alle attese precedenti secondo cui la prossima mossa della Fed sarebbe stata un allentamento della politica.
Questa rivalutazione è centrale per il tono pre-market. Tassi più alti aumentano i tassi di sconto per le azioni growth e rendono più difficile giustificare i titoli legati all'IA con multipli elevati.
L'intervento del presidente della Fed Kevin Warsh all'ECB Forum di Sintra sarà quindi seguito con attenzione, soprattutto dopo che il suo allontanamento da un orientamento prospettico netto ha aumentato la dipendenza del mercato dai dati in arrivo.
4. I dati su lavoro e manifattura potrebbero muovere il mercato
Mercoledì porta due importanti uscite: gli ADP sulle buste paga del settore privato e l'ISM manufacturing PMI.
Entrambi saranno letti come indizi preliminari prima del rapporto sulle buste paga non agricole (nonfarm payrolls) di giovedì, che arriva prima della chiusura per festività negli USA di venerdì.
Il mercato cerca segnali di un mercato del lavoro in raffreddamento, ma senza cedimenti.
Se le assunzioni restano robuste e l'attività manifatturiera tiene, gli investitori potrebbero dover prezzare una Fed che rimane restrittiva più a lungo. Un mix di dati più debole darebbe alle azioni un po' di sollievo, in particolare ai titoli growth sensibili ai tassi.
5. La forza del tech resta il cuscinetto del mercato
Il tono cauto dei futures arriva dopo una forte sessione di martedì.
Il Dow è salito dello 0,26%, l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,79% e il Nasdaq Composite è salito dell'1,52%, sostenuti da un nuovo rally dei titoli legati ai chip e all'IA.
SanDisk è balzata del 10,9%, AMD è salita del 7,7%, Marvell Technology ha guadagnato il 7,3%, Intel è avanzata del 6% e Nvidia ha aggiunto il 2,6%.
Quel rally mostra che gli investitori vogliono ancora esposizione al trade sull'IA. La domanda prima dell'apertura è se quell'entusiasmo potrà assorbire un'ulteriore ondata di incertezza geopolitica e la prezzatura di una Fed più restrittiva.