Il suono della campanella al Nasdaq ha segnato ieri un passaggio storico per la tecnologia italiana. Bending Spoons, la società milanese proprietaria di Vimeo, Aol, Evernote, WeTransfer ed Eventbrite, ha debuttato sul listino newyorkese con un rialzo di oltre il 39%, chiudendo la prima seduta a 40,50 dollari contro un prezzo di collocamento fissato a 29 dollari.
La società guidata da Luca Ferrari (nella foto) ha fissato il prezzo della propria offerta pubblica iniziale a 29 dollari per azione, sopra il target previsto, raccogliendo 1,68 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione di circa 18,4 miliardi di dollari, tra i maggiori debutti in borsa di un'azienda europea.
In questo articolo:
- Bending Spoons, dentro i numeri di un'offerta record
- Bending Spoons, da un'idea a Copenaghen a un impero di app
- Cosa insegna il caso SpaceX
Bending Spoons, dentro i numeri di un'offerta record
L'offerta di Bending Spoons entra nei libri come una delle più grandi di sempre per un'azienda europea. La società milanese ha fissato il prezzo della propria offerta pubblica iniziale a 29 dollari per azione, sopra il target previsto, raccogliendo 1,68 miliardi di dollari in una delle rare ipo del settore software di quest'anno, segnato dalle turbolenze legate all'intelligenza artificiale. Le azioni quotate al Nasdaq hanno chiuso la prima seduta a 40,50 dollari, in rialzo del 39,66% rispetto al prezzo di collocamento, dopo aver toccato un massimo di 43,98 dollari in intraday, corrispondente a un rialzo del 51,66%.
La società e i suoi azionisti esistenti hanno collocato complessivamente 57.971.015 azioni ordinarie, di cui 34.398.640 offerte da Bending Spoons in aumento di capitale e 23.572.375 cedute da alcuni azionisti venditori, per un'operazione che attribuisce alla società una valutazione di circa 18,4 miliardi di dollari sulla base delle azioni in circolazione riportate nei documenti depositati, collocando il debutto tra i maggiori di un'azienda europea sui mercati statunitensi. Il collocamento segna un salto rispetto all'ultimo round di finanziamento del 2025, quando la società era stata valutata 11 miliardi di dollari.
La chiusura dell'offerta è attesa per il 2 luglio 2026, subordinatamente alle consuete condizioni sospensive. Contestualmente, la società e gli azionisti venditori hanno concesso agli underwriter un'opzione per l'acquisto di un massimo di ulteriori 5.244.026 azioni ordinarie da Bending Spoons e di un massimo di ulteriori 3.451.626 azioni ordinarie dagli azionisti venditori, al prezzo dell'offerta pubblica iniziale al netto di sconti e commissioni di underwriting.
Bending Spoons, da un'idea a Copenaghen a un impero di app
Bending Spoons nasce nel 2013 a Copenaghen dall'idea di cinque under 30: Luca Ferrari, originario di Settimo di Pescatina, frazione della campagna veronese, Francesco Patarnello di Padova, Matteo Danieli di Vicenza e Luca Querella di Torino, tre laureati all'Università di Padova e uno al Politecnico di Torino, insieme al polacco Tomasz Greber. La sede centrale è oggi a Milano. La strategia del gruppo punta ad aggregare imprese tecnologiche, trasformarle per renderle più redditizie e reinvestire i profitti generati in nuove acquisizioni: un processo che la società definisce disciplinato e ripetibile, con oltre 50 operazioni concluse dal 2022 a oggi, tra cui America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, Komoot ed Eventbrite.
Il modello di business individua applicazioni già affermate ma con potenziale ancora inespresso, applicando un approccio orientato ai dati e alla tecnologia per incrementarne ricavi e redditività dopo l'acquisizione. Il portafoglio risultante spazia tra applicazioni di produttività, strumenti di creazione di contenuti video, software creativi e piattaforme di condivisione file, con i ricavi generati principalmente da abbonamenti e pubblicità. Le app del gruppo contano oggi oltre 500 milioni di utenti attivi mensili e 9 milioni di clienti paganti, sostenuti da capitali raccolti per 5 miliardi di dollari da investitori come Baillie Gifford, storico finanziatore di Tesla, Tamburi, l'ex cfo di Apple Luca Maestri e l'ex tennista Andre Agassi.
Cosa insegna il caso SpaceX
Il 2025 si è chiuso per la società milanese con ricavi per 1,31 miliardi di dollari, cifra che sale a 2,6 miliardi su base pro-forma includendo Aol, Eventbrite e Vimeo come se fossero state consolidate dall'inizio dell'esercizio. Il primo trimestre 2026 ha segnato ricavi per 601 milioni di dollari, in crescita del 132% rispetto ai 259 milioni dello stesso periodo del 2025, accompagnati dal passaggio da una perdita netta di 112 milioni a un utile netto di 27,5 milioni di dollari. L'ebitda rettificato, pari a 700 milioni nel 2025, è atteso a 1,4 miliardi nell'esercizio in corso, con un raddoppio previsto in dodici mesi. Sul fronte del debito, al 31 marzo 2026 l'indebitamento lordo ammontava a 4,36 miliardi di dollari, a fronte di una liquidità disponibile di 740,8 milioni e di linee di credito revolving inutilizzate per circa 1,3 miliardi, per un indebitamento netto vicino ai 3,68 miliardi e una leva pari a 2,19 volte l'Ebitda atteso per il 2026, contro un tetto massimo fissato dagli accordi con i creditori a quattro volte l'ebitda.
Se i conti raccontano la crescita, è il precedente di SpaceX a ricordare quanto possa essere ripido il passaggio dai mercati privati a quelli pubblici. Dopo il debutto del 12 giugno, quando il titolo aveva aperto a 150 dollari per azione e chiuso la prima seduta a 160,90 dollari, le azioni della società fondata da Elon Musk avevano toccato un massimo storico di 201,80 dollari il 16 giugno, salvo poi accumulare tre sedute consecutive di ribassi fino a chiudere lunedì a 154,60 dollari, in calo del 16,4% e sotto i livelli dello stesso giorno di debutto, con un valore di mercato ridotto di circa il 23% rispetto al picco.
Il titolo ha esordito accompagnato da enormi aspettative, alimentate da anni di esclusività e domanda privata, salvo poi vedere il divario tra narrativa e valutazione diventare difficile da ignorare una volta iniziate le contrattazioni pubbliche, con il sentiment che si adatta in tempo reale una volta rimosso il vincolo dell'accesso riservato.