Icop Spa ha lanciato un'offerta pubblica di scambio (ops) volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Trevi, società quotata su Euronext Milan. L'operazione, comunicata ai sensi dell'articolo 102 del Testo unico della finanza, rappresenta un passo verso l'integrazione tra due operatori italiani specializzati nelle infrastrutture e nelle fondazioni speciali. L'offerta riguarda fino a 65,58 milioni di azioni Trevi, pari al 100% del capitale sociale, comprese quelle emesse nell'ambito del recente aumento di capitale. L'obiettivo dichiarato è duplice: realizzare un'integrazione strategica tra le due società e, qualora vengano raggiunte le condizioni previste dalla normativa, procedere alla revoca delle azioni Trevi dalla quotazione in Borsa.

In questo articolo:

  • La struttura dell'ops
  • L'obiettivo di Icop: far nascere un gruppo di maggiori dimensioni
  • Chi sono e cosa fanno le due protagoniste: Icop e Trevi

La struttura dell’ops

L'operazione non prevede un corrispettivo in denaro, ma uno scambio azionario. Per ogni azione Trevi conferita all'offerta, gli azionisti riceveranno 0,133 nuove azioni ordinarie Icop emesse appositamente per l'operazione. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Icop del 26 giugno 2026, pari a 31,30 euro, il corrispettivo attribuisce a ciascuna azione Trevi un valore implicito di 4,163 euro.

La valutazione incorpora un premio del 20,1% rispetto all'ultima quotazione ufficiale del titolo Trevi, fissata a 3,467 euro, risalente al 26 giugno 2026. Il premio sale al 35,4% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp) successivo al recente aumento di capitale e supera il 108% rispetto al prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni emesse nell'operazione di ricapitalizzazione, fissato a 2 euro.

L'ops dovrà ora seguire l'iter autorizzativo previsto dalla normativa, con la pubblicazione del documento di offerta e l'avvio del periodo di adesione destinato agli azionisti della società.

L'obiettivo di Icop: far nascere un gruppo di maggiori dimensioni

Dal punto di vista industriale, l'operazione punta a mettere insieme due società che operano in segmenti complementari del mercato delle infrastrutture, con particolare attenzione all'ingegneria del sottosuolo e alle opere di fondazione. L'integrazione consentirebbe di rafforzare la presenza internazionale del nuovo gruppo, ampliare il portafoglio di competenze e aumentare la capacità di partecipare a progetti infrastrutturali di grandi dimensioni, un mercato sostenuto dai programmi di investimento pubblici e dalla domanda crescente di opere legate alla transizione energetica e alla mobilità.

L'eventuale delisting di Trevi rappresenterebbe la naturale conclusione del processo di integrazione, consentendo una gestione unitaria delle attività e una maggiore flessibilità strategica. L'esito finale dipenderà tuttavia dal livello di adesione all'offerta e dal raggiungimento delle condizioni previste dalla disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto e scambio.

Chi sono e cosa fanno le due protagoniste: Icop e Trevi

Icop e Trevi sono due società italiane che operano nello stesso grande comparto delle infrastrutture ma con competenze in parte differenti e complementari.

Icop S.p.A., società benefit fondata nel 1920 e con sede in Friuli-Venezia Giulia, è una delle principali imprese italiane specializzate nelle fondazioni speciali e nelle opere di ingegneria del sottosuolo. L'azienda realizza interventi complessi necessari per costruire infrastrutture civili e industriali, come ponti, viadotti, metropolitane, porti, ferrovie, dighe e grandi edifici. Una parte rilevante dell'attività riguarda anche il microtunnelling, una tecnologia che permette di installare condotte sotterranee limitando gli scavi in superficie, particolarmente utilizzata per reti idriche, energetiche e di telecomunicazione. Negli ultimi anni Icop ha rafforzato la propria presenza internazionale, partecipando a progetti infrastrutturali in Europa e in altri mercati esteri.

Trevi – Finanziaria Industriale è invece uno dei gruppi italiani più conosciuti nel settore dell'ingegneria del sottosuolo. Attraverso le proprie società operative realizza fondazioni speciali, consolidamenti del terreno, opere geotecniche e interventi per grandi infrastrutture civili ed energetiche. Il gruppo è inoltre attivo, tramite la divisione Soilmec, nella progettazione e produzione di macchinari destinati alle perforazioni e alle fondazioni speciali, esportati in numerosi Paesi.