Ania invita a completare la riforma delle coperture contro le catastrofi naturali ampliando i rischi assicurabili per le imprese ed estendendo le polizze obbligatorie alle case private, a partire da quelle che hanno beneficiato di incentivi fiscali.

Lo ha detto il presidente dell'Associazione delle imprese assicuratrici, Giovanni Liverani, intervenendo all'assemblea annuale.

L'obbligo, per tutte le imprese in Italia, di proteggersi contro i danni da eventi catastrofali quali alluvioni, esondazioni, inondazioni, sisma e frane, è stato introdotto dalla legge di bilancio 2024.

La sua entrata in vigore operativa è stata poi oggetto di diversi rinvii, scattando con tempistiche differenziate, a seconda della dimensione delle imprese.

"Da un lato, è necessario rivedere il perimetro dei rischi da cui gli imprenditori devono essere obbligatoriamente assicurati, comprendendo con gli opportuni aggiustamenti eventi che inizialmente non venivano considerati necessari", ha detto Liverani, aggiungendo che va anche ridisegnata la copertura riassicurativa pubblica fornita da Sace.

"Dall'altro lato, bisogna estendere al più presto l'obbligatorietà di copertura alle residenze private", ha aggiunto, sottolineando che "quantomeno" dovrebbero essere assicurate le abitazioni che negli ultimi anni hanno beneficiato di consistenti incentivi fiscali o contributi pubblici per interventi di ristrutturazione edilizia.

"Sarebbe assurdo che lo Stato, in caso di sisma o alluvione, dovesse risarcire chi ha già abbondantemente usufruito del sostegno della finanza pubblica", ha detto il presidente di Ania.

L'associazione delle compagnie assicurative propone anche di avviare una riflessione sulla messa in sicurezza del restante patrimonio abitativo nazionale. In particolare, suggerisce di applicare gradualmente alle polizze un sistema di classificazione del rischio analogo a quello utilizzato per l'Attestato di prestazione energetica (Ape), già richiesto nelle compravendite e negli altri atti relativi agli immobili.

Nel corso del suo intervento, Liverani ha ricordato che il settore ha contribuito a rendere operativa la nuova normativa sulle coperture catastrofali per le imprese e che, nonostante la diffusione delle polizze resti ancora limitata, il livello di penetrazione nel sistema produttivo è raddoppiato in meno di un anno.

SISTEMA SOLIDO, NO A TASSE RETROATTIVE

Il settore assicurativo italiano è solido e in crescita ma non deve essere considerato "un giacimento di risorse" cui attingere ogni volta che emergono esigenze di finanza pubblica, ha detto Liverani.

Misure di questo tipo, ha spiegato, rischierebbero di ridurre la capacità delle assicurazioni di contribuire alla soluzione delle principali sfide socioeconomiche del paese e di indebolire il ruolo di investitori istituzionali e detentori del debito pubblico italiano e detentori del debito pubblico nazionale.

"Vorrei che non ci ritrovassimo anche quest’anno a ottobre a parlare di tassazioni retroattive, prelievi anomali e contributi straordinari alla legge di bilancio", dice.