Il colosso energetico italiano Eni, tramite la joint-venture Azule Energy (paritetica con Bp), ha recentemente dato il via libera al progetto “Greater PAJ”, sviluppo petrolifero offshore situato al largo dell'Angola, con la partecipazione di Sonangol E&P ed Equinor. Si tratta della prima intesa integrata inter-blocco del Paese africano, un approccio coordinato alla valorizzazione di risorse di idrocarburi presenti in due concessioni adiacenti.

L’accordo integra cinque giacimenti (Palas, Astraea e Juno nel Blocco 31, e Urano e Dione nel Blocco 31/21) con un piano di implementazione che prevede la realizzazione di 17 pozzi collegati a una nuova unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico. La capacità produttiva è di 95.000 barili di petrolio al giorno, con una capacità di esportazione di gas di 70 milioni di piedi cubi standard giornalieri, convogliati all'impianto “LNG” tramite una nuova linea interconnessa alla rete esistente del Blocco 31. Il primo petrolio è atteso entro meno di tre anni, all’inizio 2029.

Azioni Eni, le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 21,760

Quotate nell’indice Ftse Mib di Borsa Italiana, le azioni Eni sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+1,43%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 20,635, per poi perdere leggermente sul finale andando a chiudere a quota 20,505.

Partendo dal massimo relativo toccato lo scorso 7 aprile sul livello 25,015, i titoli Eni hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un prolungato movimento ribassista, caratterizzato anche da una vistosa accelerazione negativa nella seconda metà di giugno, fino ad arrestare recentemente la caduta in prossimità del supporto presente a quota 20,175 (26 giugno).

Ora, poiché i corsi stanno scendendo troppo e probabilmente da troppo tempo (sebbene giustamente correlati con il deprezzamento del prezzo del petrolio), per l’immediato futuro è lecito attendersi un rimbalzo, almeno di corto respiro, con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile sul livello 21,760, corrispondente al massimo del 22 giugno.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 20,635 con target nell’intorno dei 21,760 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20,370 con obiettivo molto vicino al livello 19,755. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati negativi a inizio giugno. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato vicino all’area di “ipervenduto” sul livello 31.

L’andamento di breve termine delle azioni ENI