Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) ha chiuso sopra quota 52.000 per la prima volta lunedì 29 giugno, trainato dal debutto di Alphabet tra le blue chip e da un ampio rally delle azioni dei semiconduttori.
L’indice è salito di 306,63 punti, pari allo 0,59%, chiudendo a 52.182,74. L’S&P 500 è aumentato dell’1,18% a 7.440,43 e il Nasdaq Composite è balzato del 2,07% a 25.820,14.
Il debutto di Alphabet nel Dow solleva il sentiment
Alphabet CAPITALCOM:GOOGL Trading View di quasi il 5% nella sua prima seduta come componente del Dow, dopo aver sostituito Verizon nell’indice. L’aggiunta ha un valore soprattutto simbolico piuttosto che un impatto concreto, poiché il titolo è già presente nell’S&P 500 e nel Nasdaq 100, limitando quindi gli acquisti forzati da parte dei fondi dovuti al cambiamento.

Nonostante il balzo di lunedì, Alphabet si avvia comunque a registrare il suo mese peggiore da febbraio dello scorso anno, con sei delle ultime sette settimane chiuse in territorio negativo. Le preoccupazioni degli investitori si concentrano sull’esecuzione dell’AI, con i che attirano nuovamente attenzione su tutto il settore, mentre l’accesso al calcolo si restringe.
Semiconduttori e geopolitica guidano il movimento più ampio
L’ETF VanEck Semiconductor ha guadagnato oltre il 3%, spinto da Astera Labs, KLA e Applied Materials, che sono cresciute rispettivamente di circa il 16%, 12% e 11%.
Un sollievo macroeconomico ha contribuito anch’esso. Gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato una pausa nelle ostilità e il passaggio libero delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il prezzo del Brent e del West Texas Intermediate è salito leggermente, mentre i trader valutavano se il cessate il fuoco avrebbe retto. BeInCrypto aveva già spiegato in dettaglio come gli accordi di cessate il fuoco sul petrolio dell’Iran muovano il greggio e le aspettative d’inflazione a valle.
Se il rally proseguirà durante una settimana accorciata in vista della festività del 4 luglio, dipenderà dalla tenuta del cessate il fuoco con l’Iran e dal fatto che il momentum sui semiconduttori continui.
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