Nei primi tre mesi del 2026 il saldo del conto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil ha riportato un deficit pari al 7,8%, in modesto miglioramento rispetto all'8,4% dello stesso periodo del 2025.

Lo ha comunicato stamani Istat.

Il saldo primario delle AP - indebitamento al netto degli interessi passivi - è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del 4,4% (4,7% nel primo trimestre del 2025).

La pressione fiscale è stata pari al 37,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,6% rispetto al trimestre prima, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,4%. Di conseguenza, la propensione al risparmio è stata pari all’8,0%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul quarto trimestre.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,8%, è risultata invece in diminuzione (-0,5 p.p.), dopo il rialzo registrato nell’ultimo trimestre del 2025; il tasso d’investimento ha rilevato una crescita (+0,3 p.p.).