Il governo è pronto a intervenire su eventuali cambiamenti degli assetti proprietari delle compagnie assicurative italiane per garantire che le decisioni sull'allocazione del risparmio vadano a beneficio dell'economia e dei risparmiatori.
Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sottolineando che la destinazione dei flussi di investimento da parte di un settore, considerato strategico per la gestione del risparmio nazionale, può contribuire in modo significativo a rafforzare la base industriale e tecnologica del paese, con effetti positivi su competitività, occupazione e crescita.
"Il governo farà la sua parte", ha detto Giorgetti intervenendo all'assemblea annuale dell'Ania, indicando tra le priorità la promozione di veicoli di investimento domestici in grado di mobilitare il risparmio di lungo termine e il coordinamento degli strumenti nazionali con le iniziative europee.
Ma anche "non rimanendo indifferente, quando occorre, all'evoluzione degli assetti proprietari", ha aggiunto.
Le parole del ministro appaiono come un avvertimento sul futuro di Generali MIL:G, in un momento in cui il settore finanziario italiano è interessato da profonde operazioni di consolidamento che coinvolgono anche la principale compagnia assicurativa del paese, tradizionalmente considerata un asset strategico per il ruolo svolto nella gestione di centinaia di miliardi di euro di risparmio degli italiani.
Intesa Sanpaolo MILSEDEX:I05808 è destinata a diventare il principale azionista del gruppo nell'ambito dell'Opas da oltre 30 miliardi per acquisire Banca Mps MIL:BMPS che in pancia il 13% della compagnia dopo l'acquisizione di Mediobanca MIL:MB.
In questo contesto, secondo quanto riportato da Reuters nelle scorse settimane, il governo è interessato alla presenza di un azionariato stabile in Generali.
I due principali azionisti di Mps - la holding Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone - sono a loro volta azionisti di Generali con una partecipazione complessiva del 16,5%.
Delfin e Caltagirone si sono schierati su fronti opposti nello scontro sulla governance di Mps quest'anno, rappresentando una possibile fonte di instabilità anche in seno all'azionariato Generali.
La holding della famiglia Del Vecchio sta inoltre attraversando una riorganizzazione del suo assetto proprietario che potrebbe portare a una revisione del proprio portafoglio di investimenti.
Un ulteriore elemento di incertezza è rappresentato da UniCredit MIL:UCG, che ha costruito una partecipazione vicina al 9% dichiarando tuttavia che si tratta di un investimento di natura esclusivamente finanziaria.
Il governo dispone dei poteri speciali del "golden power", che gli consentono di intervenire nelle operazioni che riguardano il settore finanziario, anche se l'esecutivo ha dichiarato che manterrà una posizione neutrale sull'offerta di Intesa per Mps.
I critici hanno accusato il governo di Giorgia Meloni di intervenire troppo frequentemente nelle vicende societarie.
L'anno scorso Generali ha accantonato il piano sviluppato con la francese Bpce per creare un campione europeo nel risparmio gestito attraverso una joint venture tra le controllate Generali Investments Holding e Natixis Investment Managers, a causa delle resistenze del governo italiano.
Nel suo intervento all'assemblea dell'associazione fra le imprese assicuratrici, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato le compagnie a sostenere maggiormente il finanziamento delle grandi infrastrutture, contribuendo così alla crescita economica e alla creazione di spazi di bilancio per una riduzione della pressione fiscale.
Sempre all'Ania Giorgetti ha inoltre criticato le assicurazioni per aver ridotto gli investimenti nei titoli di Stato italiani nel 2025 osservando che, al contrario, nello stesso periodo si è osservato un crescente interesse sia da parte degli investitori retail sia degli investitori esteri.