Negli ultimi anni le autorità di regolamentazione europee hanno avviato una serie di indagini in materia di antitrust, privacy e sicurezza online nei confronti delle principali aziende tecnologiche.
Di seguito sono riportate alcune delle principali indagini:
ALPHABET NASDAQ:GOOG
Il 2 luglio la Corte di giustizia dell’Unione europea ha respinto il ricorso presentato da Google contro una sanzione antitrust dell’UE di 4,1 miliardi di euro relativa ad Android, confermando in larga misura le conclusioni delle autorità di regolamentazione secondo cui l’azienda avrebbe utilizzato il proprio sistema operativo mobile per escludere i concorrenti.
La Commissione europea aveva inizialmente inflitto una sanzione di 4,3 miliardi di euro nel 2018, che un tribunale di grado inferiore ha ridotto nel 2022. Negli ultimi dieci anni Google ha accumulato quasi 11 miliardi di euro di multe antitrust nell’UE.
A dicembre la Commissione ha avviato un’indagine antitrust per verificare se Google stia violando le norme sulla concorrenza attraverso l’utilizzo dei contenuti online degli editori e del materiale di YouTube a fini di intelligenza artificiale.
Nel settembre 2024 Google ha vinto il ricorso contro una multa di 1,49 miliardi di euro relativa alla pubblicità nei motori di ricerca online, ma ha perso un ricorso separato contro una multa di 2,42 miliardi di euro relativa al suo servizio di comparazione dei prezzi.
A giugno, l’Autorità britannica per la concorrenza e i mercati (, CMA) ha ordinato a Google di aumentare la trasparenza sui risultati di ricerca e di consentire agli editori di opporsi all’utilizzo dei propri contenuti per le funzionalità di intelligenza artificiale.
AMAZON.COM NASDAQ:AMZN
A febbraio, l’autorità italiana garante della privacy ha ordinato a una divisione di Amazon.com di smettere di utilizzare i dati personali di oltre 1.800 addetti ai magazzini nei pressi di Roma.
Nello stesso mese , l’Autorità antitrust tedesca ha vietato ad Amazon di imporre limiti massimi di prezzo ai rivenditori che vendono attraverso il suo marketplace tedesco e ha chiesto il recupero degli utili che, secondo l’Autorità, sarebbero stati generati attraverso comportamenti anticoncorrenziali.
A novembre il Tribunale dell’Unione europea ha respinto il ricorso di Amazon volto a far annullare la sua designazione come piattaforma soggetta a obblighi più rigorosi ai sensi del Digital Services Act (DSA).
APPLE NASDAQ:AAPL
A dicembre l’Autorità italiana garante della concorrenza ha inflitto ad Apple e a due sue controllate una sanzione di 98,6 milioni di euro per presunto abuso di posizione dominante nel mercato delle app mobili.
La Commissione europea ha multato Apple per 500 milioni di euro nell’aprile 2025 ai sensi del Digital Markets Act (DMA), mentre la Corte federale di giustizia tedesca ha confermato una designazione normativa che sottopone l’azienda a controlli più rigorosi in materia di concorrenza.
Nell’ottobre 2025, l’Autorità britannica per la concorrenza (CMA) ha designato Apple e Google come società con “status di mercato strategico”, conferendole il potere di imporre requisiti di condotta.
Nel settembre 2024, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato un’ordinanza che imponeva ad Apple di versare all’Irlanda 13 miliardi di euro di imposte arretrate.
Nel luglio 2024 Apple ha inoltre accettato di aprire la propria tecnologia di pagamenti mobili «tap-and-go» ai concorrenti per risolvere un’indagine antitrust dell’UE. All’inizio dello stesso anno, Bruxelles aveva multato l’azienda per 1,84 miliardi di euro a causa di restrizioni che interessavano i concorrenti nel settore dello streaming musicale.
METAPLATFORMS NASDAQ:META
Le autorità di regolamentazione dell’UE hanno affermato ad aprile che Facebook e Instagram potrebbero violare le norme fondamentali sulle piattaforme online e hanno ordinato a Meta Platforms di adottare ulteriori misure per impedire ai minori di 13 anni di accedere ai servizi.
Meta ha detto a marzo che avrebbe consentito ai concorrenti nel settore dell’intelligenza artificiale l’accesso a WhatsApp a pagamento, dopo che la Commissione europea aveva minacciato misure provvisorie nel corso di un’indagine per abuso di posizione dominante. La Commissione ha successivamente sostenuto che le condizioni di accesso potrebbero comunque escludere i fornitori terzi.
Nel novembre 2024 Meta è stata multata di 797,7 milioni di euro per pratiche a vantaggio di Facebook Marketplace e nel luglio 2024 è stata accusata di aver violato il DMA attraverso il suo modello pubblicitario «pay or consent».
MICROSOFT NASDAQ:MSFT
L’autorità britannica garante della concorrenza ha detto a marzo che avrebbe indagato sull’ecosistema del software aziendale di Microsoft, comprese le pratiche di concessione delle licenze nel settore del cloud computing.
Microsoft ha evitato una potenziale multa antitrust dell’UE di entità considerevole promettendo, a settembre, una riduzione dei prezzi per i prodotti Office, ad eccezione dell’app Teams, dopo che la Commissione europea aveva accusato l’azienda statunitense di aver abbinato illegalmente l’app alla propria suite di software Office.
TIKTOK
A febbraio le autorità di regolamentazione dell’UE hanno accusato TikTok di aver violato le norme sui contenuti online attraverso quelle che hanno definito funzionalità della piattaforma che creano dipendenza.
La Commissione europea ha detto nell’ottobre 2025 che TikTok e Meta non avevano fornito ai ricercatori un accesso adeguato ai dati pubblici, come richiesto dal DSA.
A maggio 2025 TikTok è stata inoltre accusata di non aver rispettato i requisiti del DSA relativi a un archivio pubblicitario destinato ad aiutare utenti e ricercatori a identificare gli annunci pubblicitari fraudolenti. L’azienda ha evitato una multa dopo aver offerto delle concessioni.
X
A gennaio la Commissione europea ha detto che avrebbe indagato sul chatbot basato sull’intelligenza artificiale di X, Grok, a causa dei timori che potesse diffondere contenuti illegali, comprese immagini manipulate.
La Commissione irlandese per la protezione dei dati ha avviato un’indagine formale su Grok a febbraio, mentre la polizia francese ha effettuato una perquisizione negli uffici di X pochi giorni dopo nell’ambito di un’indagine separata.
A dicembre X è stata multata di 120 milioni di euro per aver violato le norme sui contenuti online, segnando la prima sanzione ai sensi del DSA. A marzo l’azienda ha presentato misure correttive relative al proprio sistema di verifica con il segno di spunta blu, attualmente al vaglio delle autorità di regolamentazione.
(1 dollaro = 0,8760 euro)