La Corte Suprema degli Stati Uniti ha negato a Donald Trump la possibilità di licenziare Lisa Cook, membro del Consiglio dei governatori della Federal Reserve, ribadendo con fermezza il proprio impegno a preservare l'indipendenza della banca centrale.
Con una sentenza approvata con cinque voti contro quattro, la Corte ha bloccato il tentativo di Trump di diventare il primo presidente a destituire un funzionario della Fed da quando il Congresso ha istituito la banca nel 1913.
Questo non è l'unico modo in cui Trump, nel corso del suo secondo mandato presidenziale, ha messo alla prova i limiti del potere presidenziale.
Il presidente conservatore della Corte Suprema John Roberts e il giudice conservatore Brett Kavanaugh si sono schierati con la maggioranza, insieme ai tre giudici liberali della Corte. Hanno invece espresso parere contrario i giudici conservatori Clarence Thomas, Samuel Alito, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett.
La sentenza fa seguito alla decisione del 20 febbraio con cui i giudici, in un altro caso dalle importanti ripercussioni economiche, hanno annullato la maggior parte dei dazi globali di ampia portata imposte da Trump; una sentenza che ha suscitato una condanna al vetriolo da parte del presidente nei confronti della Corte.
Roberts, autore della sentenza, ha affermato che Trump "non ha garantito a Cook le tutele procedurali a cui aveva diritto per legge".
"Senza tali tutele, non ha potuto contestare adeguatamente le accuse mosse dal presidente nei suoi confronti".
I governatori della Federal Reserve "non ricoprono la carica a discrezione del presidente, ma svolgono mandati scaglionati di 14 anni e possono essere rimossi solo 'per giusta causa'", ha aggiunto Roberts.
Lo scorso agosto Trump aveva citato accuse non provate di frode ipotecaria nel tentativo di destituire Cook, prima donna nera a ricoprire la carica di governatrice della Fed, mentre lei ha definito tali accuse un pretesto per allontanarla a causa di divergenze in materia di politica monetaria.