L'attività manifatturiera statunitense ha rallentato a giugno dopo il forte aumento registrato nel precedente, probabilmente a causa dell'attenuarsi dell'effetto positivo derivante dall'anticipazione degli ordini da parte delle aziende per evitare carenze e rincari provocati dal conflitto in Medio Oriente.
L'Institute for Supply Management ha reso noto che l'indice Pmi manifatturiero è sceso a 53,3 il mese scorso, da 54,0 di maggio, che rappresentava il valore più alto da maggio 2022.
Un valore superiore a 50 indica un'espansione del settore manifatturiero, che rappresenta il 9,4% dell'economia statunitense. Gli economisti interpellati da Reuters avevano previsto un Pmi invariato a 54,0.
Nonostante il rallentamento dell'attività a giugno, il settore manifatturiero è cresciuto per sei mesi consecutivi, sostenuto anche dal boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale, che ha contribuito ad attenuare l'impatto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sul settore industriale.
L'indice dei prezzi pagati per i fattori produttivi è sceso a 73,0, un valore comunque elevato, rispetto agli 82,1 di maggio. La fragile tregua ha riportato i prezzi del petrolio ai livelli prebellici. Tuttavia, i prezzi sono destinati a rimanere alti, poiché la corsa agli investimenti nell'intelligenza artificiale sta aumentando il costo dei beni tecnologici come semiconduttori ed elettronica.