La Travel Rule australiana sulle crypto entra in vigore il 1° luglio, imponendo a ogni exchange regolamentato di allegare i dati identificativi del mittente e del destinatario a tutti i trasferimenti in entrata e in uscita, senza alcuna soglia minima.
Questa regola arriva proprio quando entra in vigore anche la scadenza per la licenza MiCA in Europa, posizionando così l’Australia al centro di un più ampio irrigidimento delle norme di conformità crypto nei principali mercati.
Cosa Cambia la Travel Rule Australiana per gli Utenti Crypto
La misura rappresenta la fase finale della riforma AML/CTF che l’Australia ha approvato nel novembre 2024, con la maggior parte delle riforme già operative da marzo. L’applicazione è affidata ad AUSTRAC, l’agenzia di intelligence finanziaria del paese, e vale per trasferimenti di qualsiasi importo.
La portata è ampia. AUSTRAC ha intensificato la supervisione su 27 exchange crypto locali e segnala il settore come ad alto rischio di riciclaggio di denaro. Secondo un sondaggio di settore, circa il 31% degli adulti australiani possederà crypto nel 2025.
Gli utenti vedranno nuovi avvisi quando inviano o ricevono crypto. La piattaforma richiederà il nome della controparte e l’exchange coinvolto. Gli exchange potranno salvare questi dati dopo il primo invio, riducendo così i prompt ripetuti.
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I trasferimenti verso wallet self-custodial spingeranno gli utenti a confermare di controllare l’indirizzo di destinazione. Le preoccupazioni su questi controlli hanno già portato alcuni detentori di Bitcoin BITSTAMP:BTCUSD a prima della data di avvio.
Tuttavia, AUSTRAC ha rimandato l’obbligo di segnalazione formale sui wallet self-hosted non verificati fino a marzo 2029.
Alcune piattaforme si sono mosse in anticipo. Kraken ha iniziato a richiedere una verifica aggiuntiva sui trasferimenti verso wallet privati per i clienti australiani già dal 31 marzo.
Una Scadenza Coordinata al 1° Luglio per le Regole Globali sulle Crypto
L’Australia sta adottando uno standard già in vigore in Europa. Il regolamento UE sui trasferimenti di fondi richiede infatti dati completi su mittente e destinatario per trasferimenti crypto di qualsiasi importo dal dicembre 2024.
Il 1° luglio segna anche la fine del periodo di transizione MiCA nell’UE. Da quella data, i fornitori non autorizzati non potranno più operare con clienti UE, e l’Europa ha diramato un ultimo avviso sul termine MiCA. La pressione ha già rimodellato il mercato.
Coinbase ha aperto un hub in Lussemburgo per garantirsi la licenza operativa in tutta l’UE, mentre gli exchange che stanno limitando l’accesso nell’UE ora includono Bybit e Binance.
Entrambi i regimi derivano dalla Travel Rule del FATF, inserita nella Raccomandazione 16. Il FATF ha applicato per la prima volta questa regola alle crypto nel giugno 2019 e da allora l’adozione si è ampliata sempre di più.
Le soglie di applicazione mettono in luce le differenze. Australia e UE raccolgono dati su trasferimenti di qualsiasi valore. Gli Stati Uniti, invece, segnalano solo trasferimenti a partire da 3.000 dollari.
La stessa data di avvio mostra quanto rapidamente stiano convergendo gli standard della Travel Rule. Il prossimo test arriverà nel 2029 con l’inizio della segnalazione sui wallet self-hosted non verificati in Australia.
Se controlli più stringenti sposteranno le attività verso la self-custody o semplicemente normalizzeranno la raccolta di dati identificativi oltre confine, sarà più chiaro a breve.
Leggi la storia originale di Lockridge Okoth su