di Wayne Cole
I mercati azionari asiatici avviano il nuovo trimestre in un clima di cautela mercoledì, mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran incontrano nuovi ostacoli e gli investitori restano all’erta per un possibile intervento giapponese, con lo yen che tocca nuovi minimi degli ultimi 40 anni.
** Teheran ha detto martedì che non avrebbe incontrato gli alti funzionari statunitensi giunti nella regione, con le due parti ancora molto distanti su un accordo quadro che consentirebbe la piena apertura dello Stretto di Ormuz.
** Anche i mercati obbligazionari sono sotto pressione dopo che i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense registrano un’impennata durante la notte, poiché i futures riducono le probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve in vista dei dati cruciali sull’occupazione in uscita giovedì.
** Tutti gli occhi saranno quindi puntati sul presidente della Fed Kevin Warsh quando interverrà a una conferenza della Banca centrale europea nel corso della giornata, alla ricerca di indicazioni sulla necessità di una stretta monetaria.
** Sfortunatamente per gli operatori, Warsh è da tempo contrario a che la Fed fornisca indicazioni prospettiche e potrebbe tenere nascoste le sue carte in materia di politica monetaria.
** I futures (0#FF:) indicano una probabilità del 33% che la Fed possa aumentare i tassi nella sua prossima riunione alla fine di questo mese, mentre un intervento a settembre è valutato tra il 67% e l’88%. (0#USDIRPR)
** Gli investitori azionari scommettono che la prossima stagione degli utili sarà sufficientemente positiva da compensare il rischio legato ai tassi e continuano a puntare sui titoli tecnologici preferiti.
** L’indice Nikkei giapponese TVC:NI225 sale di un ulteriore 0,8%, dopo un balzo del 37% nell’ultimo trimestre. La corsa verso tutto ciò che è tecnologico contribuisce a spingere il sentiment tra i grandi produttori a livelli mai visti dal 2018, mentre l’attività manifatturiera vanta il miglior trimestre dal 2014 grazie all’impennata dei nuovi ordini.
** L’indice principale della Corea del Sud KRX:KOSPI perde lo 0,9%, dopo un incredibile aumento del 68% nel secondo trimestre grazie alla forte crescita della domanda di semiconduttori legata all’intelligenza artificiale.
** Questo boom ha determinato a giugno la crescita più rapida delle esportazioni degli ultimi quasi 50 anni, con le spedizioni di semiconduttori che sono aumentate di quasi il 200%. Di conseguenza, la Corea del Sud è diventata il quarto Paese al mondo a raggiungere un valore mensile delle esportazioni di 100 miliardi di dollari, dopo Germania, Cina e Stati Uniti.
** L’indice più ampio di MSCI relativo ai titoli azionari dell’Asia-Pacifico escluso il Giappone (.MISX00000PUS) guadagna lo 0,2%, mentre i blue chip cinesi SZSE:399300 salgono dello 0,3%.
** In Europa, i futures sull’EUROSTOXX 50 EUREX:FESX1! e quelli sul DAX BMFBOVESPA:DAX1! rimangono invariati, mentre i futures sul FTSE ICEEUR:Z1! registrano un calo dello 0,3%. I futures sull’S&P 500 CME_MINI:ES1! e quelli sul Nasdaq CME_MINI:NQ1! cedono entrambi lo 0,2%, dopo solidi guadagni durante la notte.
L'ATTENZIONE È RIVOLTA AGLI UTILI
** Una pausa era comprensibile, dato che Wall Street ha appena registrato il suo miglior trimestre dal 2020, trainata da un balzo dell’88% dell’indice Philadelphia Semiconductor.
** «I dati storici sono sicuramente a favore dei rialzisti», ha osservato Chris Weston, responsabile della ricerca presso il broker Pepperstone. «Dal 2008, i futures sul Nasdaq hanno registrato un solo luglio negativo».
** «La prossima stagione degli utili sarà quindi fondamentale per determinare se le aspettative sugli utili continueranno a migliorare e se le allocazioni di portafoglio continueranno a spostarsi verso il settore tecnologico».
** Le principali banche daranno il via alla pubblicazione dei risultati a partire da metà luglio, e gli analisti nutrono grandi aspettative riguardo agli utili nel settore tecnologico e, più in generale, in altri settori.
** Gli analisti di Goldman Sachs sottolineano che il consenso prevede una crescita dell’utile per azione del 22% rispetto all’anno precedente. Si prevede che i titoli legati alle infrastrutture di intelligenza artificiale contribuiranno per quasi il 60% alla crescita dell’EPS dell’S&P 500, con Micron NASDAQ:MU e Nvidia NASDAQ:NVDA che insieme rappresenteranno oltre il 40%.
** Saranno necessari utili solidi per controbilanciare l’attrattiva dei rendimenti dei titoli di stato più elevati e il rischio di un aumento del tasso di riferimento. I rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni TVC:US10Y si attestano al 4,55%, dopo un balzo di quasi 9 punti base martedì.
** L’aumento ha contribuito a spingere il dollaro a un nuovo massimo degli ultimi quattro decenni rispetto allo yen, a 162,84 FX_IDC:USDJPY, prolungando una fase rialzista che risale all’inizio di maggio.
** L’ascesa ha suscitato le consuete minacce di intervento da parte di Tokyo, sebbene le autorità sembrino riluttanti ad agire, avendo speso quasi 12.000 miliardi di yen tra aprile e maggio con scarsi effetti duraturi.
** Tim Baker, stratega macroeconomico presso Deutsche Bank, ha osservato che l’ultimo movimento è stato determinato più dalla forza del dollaro che dalla debolezza dello yen, dato che lo yen è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alle altre principali valute ormai da mesi.
** Ha aggiunto che anche il forte calo dei prezzi del petrolio ha avvantaggiato notevolmente il Giappone in quanto importatore netto di energia, mentre gli spread dei rendimenti reali si sono leggermente ampliati a favore dello yen.
** «Il risultato è che il nostro modello di fair value è sceso costantemente, attestandosi ora nella fascia bassa dei 150», ha affermato Baker. «I responsabili politici giapponesi potrebbero stare a guardare sperando che il rafforzamento del dollaro cessi, quindi riteniamo che la debolezza dello yen sarà limitata da questo punto in poi».
** L’euro rimane stabile a 1,1409 FX:EURUSD, appena al di sopra del recente minimo degli ultimi 13 mesi a 1,1325.
** I dati sull'inflazione per l'Unione Europea, attesi più tardi, sono previsti in calo al 3,0% a maggio, dal 3,2% del mese precedente, ed è probabile un'ulteriore diminuzione man mano che i prezzi più bassi del petrolio si riflettono.
** Gli investitori non ritengono più probabile un aumento dei tassi da parte della Bce a luglio, valutando la probabilità a appena il 32%. Infatti, i mercati suggeriscono che un ulteriore rialzo al 2,5% potrebbe segnare la fine di questo ciclo di inasprimento. (0#EURIRPR)
** Per quanto riguarda il petrolio, il greggio Brent ICEEUR:BRN1! guadagna lo 0,3% a 73,19 dollari, ma è ben lontano dal picco di maggio di 126,41 dollari, mentre il greggio statunitense NYMEX:CL1! aggiunge lo 0,4% a 69,74 dollari al barile.
** L’oro rimane fuori dal giro dopo un trimestre molto difficile, cedendo lo 0,7% a 3.977 dollari l’oncia TVC:GOLD.