di Danilo Masoni
I mercati azionari mondiali registrano un leggero calo mercoledì, primo giorno del terzo trimestre, dopo un forte rialzo, mentre gli investitori attendono le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh e l’inflazione più contenuta nella zona euro smorza le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi d’interesse.
** I prezzi del petrolio restano vicini ai livelli prebellici, mentre gli investitori valutano i segnali che indicano il proseguimento dei contatti tra l’Iran e Washington volti a raggiungere un accordo definitivo per porre fine al conflitto.
** Gli operatori tengono inoltre d’occhio un possibile intervento giapponese dopo che lo yen tocca nuovi minimi degli ultimi 40 anni rispetto al dollaro.
** L’indice MSCI World Price (.MIWO00000PUS) perde lo 0,1% nelle contrattazioni pomeridiane europee dopo aver registrato il trimestre più forte degli ultimi sei anni circa, con un rialzo del 13% grazie al rialzo dei produttori di chip e dei titoli tecnologici.
** I futures statunitensi e i titoli azionari europei registrano un leggero calo.
«L’Iran non è più un problema. Non c’è pace, ma non c’è nemmeno guerra», ha affermato Carlo Franchini, responsabile della clientela istituzionale presso Banca Ifigest, aggiungendo di ritenere improbabile un ulteriore aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea alla fine di questo mese.
I dati hanno confermato questa visione. L’inflazione nella zona euro ha registrato un calo superiore alle attese a giugno, riducendo ulteriormente la pressione sulla Bce affinché aumenti nuovamente i tassi dopo il primo rialzo del mese scorso, il primo in quasi tre anni.
L’inflazione nella zona euro è scesa al 2,8% a giugno dal 3,2% di maggio, risultando ben al di sotto delle aspettative che puntavano a un dato del 3,0%, grazie all’allentamento delle pressioni sui prezzi di generi alimentari, energia e servizi.
A seguito della pubblicazione dei dati, gli operatori hanno leggermente ridotto le scommesse su un ulteriore inasprimento monetario e hanno scontato nei prezzi un aumento aggiuntivo dei tassi da parte della Bce di circa 23 punti base entro la fine dell’anno.
** L’indice paneuropeo STOXX 600 TVC:SXXP è in calo dello 0,3% alle 11:20 GMT, stabilizzandosi dopo un rialzo trimestrale del 10% che ha segnato la sua performance più forte dalla fine del 2020, con il sentiment nei confronti della regione sostenuto nelle ultime settimane dal calo dei prezzi dell’energia.
«I dati sul PIL del secondo trimestre non saranno eccezionali. Ma chiaramente le prospettive di apertura dello Stretto di Hormuz e i prezzi del petrolio più bassi rappresentano un importante fattore positivo per l’Europa», ha affermato Kevin Thozet, membro del comitato di investimento di Carmignac.
ATTESA PER WARSH
Gli investitori saranno ansiosi di ascoltare ciò che dirà Warsh quando interverrà al forum annuale delle banche centrali della Bce in Portogallo, alla ricerca di indizi sulle prospettive dei tassi di interesse statunitensi, in vista dei dati chiave sull’occupazione negli Stati Uniti in uscita giovedì.
Warsh è da tempo contrario alla pratica della Fed di fornire indicazioni prospettiche e potrebbe rivelare ben poco sulle sue intenzioni in materia di politica monetaria.
Lauren van Biljon, senior portfolio manager presso Allspring Global Investments, ha affermato che le tendenze sottostanti dell’inflazione suggeriscono che la Fed potrebbe non aver bisogno di inasprire ulteriormente la politica monetaria.
«Se lo shock dei prezzi dell’energia inizierà a riflettersi nei dati sull’inflazione su base mensile, e i nostri analisti statunitensi sono ancora piuttosto fiduciosi che gli alloggi e gli affitti rappresentino fattori disinflazionistici fino alla fine di quest’anno, sembra che la Fed manterrà i tassi invariati», ha affermato.
** I futures (0#FF) indicano una probabilità del 33% di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di fine mese, mentre la probabilità di un intervento a settembre è valutata tra il 67% e l’88%. (0#USDIRPR)
** Il rendimento di riferimento dei titoli del Tesoro a 10 anni TVC:US10Y sale di 4,9 punti base (bps) al 4,471%, mentre i futures sull’S&P 500 CME_MINI:ES1! e sul Nasdaq CME_MINI:NQ1! registrano un calo compreso tra lo 0,1% e lo 0,3%.
** I mercati segnano una pausa dopo che Wall Street ha registrato il trimestre più forte dal 2020, trainata da un'impennata dell'88% dell'indice Philadelphia Semiconductor NASDAQ:SOX.
Con la stagione degli utili che inizierà a metà luglio, gli investitori puntano su risultati solidi nel settore tecnologico per giustificare le valutazioni elevate e il continuo afflusso di capitali nel settore.
Goldman Sachs ha affermato che il consenso prevede una crescita dell’utile per azione del 22% rispetto all’anno precedente, con i titoli legati alle infrastrutture di intelligenza artificiale che rappresentano quasi il 60% di tale aumento.
** In Asia, l’indice giapponese Nikkei TVC:NI225 guadagna lo 0,6% dopo aver registrato un’impennata del 37% nell’ultimo trimestre, con la forte domanda nel settore tecnologico che porta il sentiment tra i grandi produttori al massimo degli ultimi otto anni.
** L’indice principale della Corea del Sud KRX:KOSPI perde circa il 2%, dopo un rialzo trimestrale del 68% trainato dalla domanda di chip alimentata dall’intelligenza artificiale.
** L’aumento dei rendimenti statunitensi contribuisce a spingere il dollaro fino a 162,84 yen, un nuovo massimo degli ultimi quattro decenni. Il rialzo suscita minacce di intervento da parte di Tokyo, anche se le autorità sembrano riluttanti ad agire, avendo speso quasi 12.000 miliardi di yen tra aprile e maggio senza ottenere effetti duraturi.
** L’euro FX:EURUSD è in calo dello 0,2% a 1,1394 dollari.
** Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni (DE10YT=RR), punto di riferimento della zona euro, sale di 2 punti base al 2,931%, mentre quello dei titoli a due anni (DE2YT=RR), più sensibile alle aspettative sui tassi, resta invariato al 2,532% dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione.
** Il greggio Brent ICEEUR:BRN1! registra un calo di circa l’1% a 72,27 dollari al barile, invertendo i guadagni iniziali, mentre l’oro TVC:GOLD resta stabile, scambiato leggermente sopra i 4.000 dollari l’oncia dopo un trimestre difficile.