Le divisioni tra gli eredi del defunto patron degli occhiali Ray-Ban e Luxottica, Leonardo Del Vecchio, hanno bloccato la proposta di semplificare la struttura proprietaria della Delfin, holding della famiglia, spingendo il promotore del piano a disertare l'assemblea dei soci convocata oggi.
Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei sei figli del fondatore di Luxottica, ha scritto in una lettera indirizzata agli altri eredi di aver deciso di non partecipare a una riunione che, a suo giudizio, "non aveva i presupposti per essere produttiva".
Prima che il conflitto familiare esplodesse sulle prime pagine dei quotidiani, gli eredi avrebbero dovuto finalizzare un accordo raggiunto appena due mesi fa per rafforzare il controllo di Leonardo Maria Del Vecchio sulla cassaforte di famiglia.
Il progetto da circa 10 miliardi di euro promosso da Leonardo Maria Del Vecchio, che prevedeva l'acquisto delle quote di due fratelli, avrebbe contribuito a sciogliere la rete di contenziosi incrociati legati all'eredità.
Nella lettera, Leonardo Maria Del Vecchio lamenta una scarsa collaborazione da parte del consiglio di amministrazione di Delfin: "Mentre il Board restava silente, alcuni consiglieri hanno intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando confusione e sfiducia", sottolinea Leonardo Maria del Vecchio.
Del Vecchio ha inoltre affermato di non aver ricevuto la documentazione necessaria per approvare il bilancio 2025 della holding con sede in Lussemburgo, approvato invece oggi dal resto dell'assemblea. Lo scontro all'interno di Delfin emerge in una fase in cui le azioni di EssilorLuxottica EURONEXT:EL, uno dei principali investimenti della holding, hanno registrato un forte calo nell'ultimo anno, mentre la nuova ondata di consolidamento nel settore bancario italiano ha attribuito a Delfin un ruolo centrale grazie alle sue partecipazioni nel comparto.
Con una quota del 17,5% in Mps MIL:BMPS, Delfin avrà infatti un ruolo decisivo nel determinare l'esito dell'opas annunciata da Intesa Sanpaolo MILSEDEX:I05808 sulla banca senese.
DIVISIONI FRA GLI EREDI
Leonardo Del Vecchio, scomparso nel 2022, aveva suddiviso il proprio patrimonio in parti uguali tra i sei figli, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di quest'ultima nato da un precedente matrimonio. Ciascuno detiene il 12,5% di Delfin. La holding controlla il 32,4% di EssilorLuxottica e possiede inoltre partecipazioni in Generali MIL:G>, UniCredit MIL:UCG e Monte dei Paschi di Siena.
Per superare l'attuale struttura di proprietà paritaria e rendere più efficiente il processo decisionale, a fine aprile il trentenne Leonardo Maria Del Vecchio aveva ottenuto il via libera della famiglia ad acquistare altre due quote di Delfin, portando la propria partecipazione al 37,5%.
Il progetto si è però arenato a causa delle difficoltà nel reperire il finanziamento bancario necessario. Gli istituti coinvolti avrebbero infatti richiesto ulteriori garanzie da parte del consiglio di Delfin, mentre nel frattempo crescevano le tensioni tra gli eredi.
Leonardo Maria Del Vecchio sostiene di non aver ricevuto alcuni documenti indispensabili per le trattative con le banche chiamate a finanziare l'operazione.
Nel frattempo, Rocco Basilico, figlio della vedova di Del Vecchio da un precedente matrimonio, ha avanzato una proposta alternativa che prevede la vendita di tutte le partecipazioni di Delfin, ad eccezione della quota in EssilorLuxottica. Anche questa soluzione appare difficile da realizzare, lasciando aperti gli interrogativi sul futuro della holding di famiglia.