di Alun John e Stella Qiu

I titoli azionari e i prezzi dei titoli di Stato salgono giovedì, mentre il dollaro perde terreno dopo che i dati mostrano che a giugno la crescita dell’occupazione negli Stati Uniti ha subito un rallentamento superiore alle attese e che i dati del mese precedente sono stati rivisti al ribasso.

** L'occupazione nel settore non agricolo è aumentata di 57.000 posti di lavoro il mese scorso, dopo un aumento rivisto al ribasso di 129.000 unità a maggio, secondo quanto riportato dal Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro nel suo rapporto sull'occupazione, seguito con grande attenzione.

** Gli economisti intervistati da Reuters avevano previsto un aumento di 110.000 posti di lavoro, dopo un incremento di 172.000 unità registrato in precedenza a maggio.

** I dati hanno indotto gli operatori a ridimensionare leggermente le loro previsioni sui rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Ora non scontano pienamente un rialzo di 25 punti base fino alla riunione di dicembre e ritengono che un rialzo entro la riunione di settembre sia una possibilità molto equilibrata.

** Questo cambiamento fa scendere il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 2 anni, sensibili ai tassi, di 5 punti base al 4,11% (US2YT=RR). I rendimenti di riferimento a 10 anni scendono di 1 punto base al 4,46%. TVC:US10Y

** I rendimenti dei titoli di stato si muovono in modo inverso rispetto ai prezzi.

** «Con la Federal Reserve che sta valutando aumenti dei tassi, questo non è necessariamente un rapporto negativo per il mercato azionario. Rendimenti dei titoli di stato più bassi sarebbero probabilmente accolti con favore dagli investitori nel settore tecnologico, che sono sempre più preoccupati per l’aumento dei costi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale», ha affermato Shawn Snyder, stratega economico presso Potomac Fund Management.

** «Questo rapporto da solo non è sufficiente a escludere un aumento dei tassi, ma potrebbe bastare a posticiparne la tempistica».

** I futures sull’S&P 500 sono in rialzo dello 0,4% (EScv1), dopo essere stati in aumento dello 0,1% circa prima della pubblicazione dei dati, mentre l’indice di riferimento europeo Stoxx 600 guadagna l’1%. TVC:SXXP

** Con i rendimenti delle obbligazioni a breve termine e le aspettative sui tassi sostanzialmente stabili, il calo dei rendimenti statunitensi ha pesato sul dollaro, in particolare rispetto allo yen giapponese.

** L’euro FX:EURUSD e la sterlina FX:GBPUSD registrano entrambi un rialzo dello 0,8%, attestandosi rispettivamente a 1,1471 e 1,3378 dollari, i livelli più alti in circa due settimane, mentre il dollaro perde l’1,1% rispetto allo yen, scendendo a 160,78. FX_IDC:USDJPY

** Il dollaro era già in calo rispetto allo yen, con la valuta giapponese che si era rafforzata bruscamente e improvvisamente nelle prime ore di negoziazione in Europa.

** Lo yen ha oscillato intorno al minimo degli ultimi 40 anni rispetto alla valuta statunitense, spingendo gli operatori a prepararsi all’eventualità che le autorità giapponesi intervenissero per sostenere la propria valuta.

** Non è stato immediatamente chiaro cosa avesse determinato il movimento precedente, ma gli analisti hanno affermato che si è trattato di una reazione più contenuta rispetto a quanto osservato in seguito a precedenti interventi.

CALO DEI PRODUTTORI DI CHIP

** Al di là dei dati, l’attenzione si è concentrata giovedì in particolare sui titoli dei produttori di chip, con i titoli asiatici in forte calo all’indomani della flessione del 6,3% registrata dall’indice Philadelphia SE Semiconductor NASDAQ:SOX, sebbene dopo aver registrato guadagni spettacolari nel secondo trimestre.

** L’indice sudcoreano KOSPI KRX:KOSPI perde il 7,8%, ampliando il calo del 2% registrato mercoledì, dopo un’impennata vertiginosa del 68% nel secondo trimestre, trainata dalla forte domanda di chip di memoria legata all’intelligenza artificiale. SK HYNIX KRX:000660 registra un crollo del 14%, mentre SAMSUNG KRX:005930 perde il 9%.

** «Il crollo odierno del settore dei semiconduttori in Asia è in gran parte dovuto alle ripercussioni di Wall Street», ha affermato Fabien Yip, analista di mercato presso IG, aggiungendo che le prese di profitto sembrano essere il fattore chiave.

** "A ciò si aggiunge la notizia secondo cui Apple avrebbe contattato alcuni produttori cinesi di memorie soggetti a restrizioni per i dispositivi destinati al mercato cinese, il che rappresenta una minaccia in termini di prezzi per gli operatori coreani e giapponesi già presenti sul mercato."

** È inoltre possibile che sia in atto un certo ribilanciamento, poiché gli investitori approfittano dell’inizio del nuovo trimestre per rivedere le proprie posizioni.

** A questo quadro si è aggiunto un ulteriore calo del petrolio.

** Il greggio Brent tocca nuovi minimi degli ultimi quattro mesi, ICEEUR:BRN1! in calo dell’1,4% a 70,4 dollari al barile, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dice che i colloqui con l’Iran si svolgono positivamente in Qatar e che un numero maggiore di petroliere attraversa lo Stretto di Hormuz.

** L’oro beneficia del calo dei rendimenti, registrando un rialzo del 2,2% a 4.124 dollari l’oncia dopo un calo del 14% nel secondo trimestre.