I rendimenti dei titoli di Stato della zona euro sono in modesto calo stamani, mentre i prezzi del petrolio si mantengono sui minimi degli ultimi quattro mesi e gli investitori seguono con attenzione i possibili colloqui tra Iran e Stati Uniti previsti questa settimana in Qatar.

Poco dopo le 10.30 italiane, il rendimento del Bund a 10 anni (DE10YT=RR) perde 2 punti base al 2,88%, rimanendo poco sopra il livello più basso da febbraio. Il tasso dell'omologo Btp passa a 3,56% da 3,60%, con i governativi italiani che performano un po' meglio di quelli tedeschi in un clima relativamente risk-on.

L'accordo di pace tra Usa e Iran è stato messo sotto pressione nel fine settimana dopo uno scambio di attacchi tra le parti, ma la Casa Bianca ha annunciato l'invio di emissari a Doha questa settimana per ulteriori colloqui.

Il Brent ICEEUR:BRN1!, riferimento globale per il mercato petrolifero, perde in mattinata l'1,4% circa portandosi intorno ai 72 dollari al barile.

Ad aiutare il mood le prime stime europee sull'inflazione di giugno. I dati francesi hanno mostrato un aumento dei prezzi inferiore alle attese, con un tasso del 2% su base annua, ritornato sul target Bce.

Anche i numeri dei lander tedeschi registrano una decelerazione tendenziale - il dato complessivo arriverà dopo pranzo, mentre a breve arriverà anche la stima Istat sull'Italia.

Il falco tedesco Joachim Nagel, intervistato da Cnbc, usa toni cauti: è ancora troppo presto perché la Bce prenda una decisione in merito ad ulteriori rialzi dei tassi, sebbene sia probabile che l’inflazione rimanga a livelli elevati.

I mercati monetari continuano a scontare pienamente un nuovo +25 pb entro la fine dell'anno, mettendo in dubbio una terza mossa.