di Scott DiSavino

Martedì i prezzi del petrolio rimangono pressoché invariati, ma si avviano verso le perdite mensili e trimestrali più consistenti dall’inizio della pandemia di Covid-19 all’inizio del 2020, con gli investitori che guardano ai potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran a Doha, sullo sfondo di una tregua provvisoria e tesa nella guerra che dura ormai da quattro mesi.

** I futures sul Brent ICEEUR:BRN1! scendono di 13 centesimi, ovvero dello 0,2%, attestandosi a 73,02 dollari al barile alle 12:34 p.m. EDT (alle 16:34 GMT), mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) scende di 89 centesimi, ovvero dell’1,3%, attestandosi a 69,86 dollari al barile.

** Entrambi i benchmark del greggio si attestano vicini ai livelli registrati il 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran (), quando il Brent chiude a 72,48 dollari al barile e il WTI chiude a 67,02 dollari.

** «Non direi che il mercato sconta un premio di rischio, ma le navi precedentemente bloccate diventano disponibili con l’aumento delle navi in partenza dal Golfo, creando un’ondata temporanea di nuova offerta», afferma l’analista di UBS Giovanni Staunovo.

** Morgan Stanley afferma che ora prevede un surplus implicito del mercato petrolifero globale di 4,8 milioni di barili al giorno nel 2027.

** I principali inviati statunitensi giunti a Doha non terranno un incontro ad alto livello con l’Iran, afferma martedì un funzionario del Qatar, mettendo in dubbio i progressi degli sforzi volti a porre fine in modo definitivo alla guerra con l’Iran e a riaprire completamente lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra, circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio transita attraverso lo stretto.

** Ci saranno invece questa settimana colloqui tecnici su questioni quali la sicurezza regionale, che potrebbero in seguito essere portati a un livello superiore, afferma il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, durante una conferenza stampa.

** L’arrivo a Doha, martedì, di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump (), e dell’inviato Steve Witkoff, segue gli scontri a fuoco avvenuti nel fine settimana che mettono alla prova l’accordo provvisorio del 17 giugno tra gli Stati Uniti e l’Iran.

TAPPE FONDAMENTALI DEI FUTURES

** La mancanza di movimenti dei prezzi di martedì mantiene entrambi i benchmark del greggio in territorio tecnicamente ipervenduto: il Brent per 13 giorni consecutivi e il WTI per 11 giorni consecutivi.

** Nel mese, il Brent scende di circa il 21% a giugno, dopo aver perso circa il 19% a maggio. Sarebbe il calo mensile più consistente dopo quello record del 55% registrato nel marzo 2020 a causa del crollo della domanda dovuto al COVID.

** Nel secondo trimestre il Brent scende di circa il 38%, dopo essere salito del 94% nel primo trimestre. Sarebbe il calo trimestrale più consistente dopo quello record del 66% registrato nel primo trimestre del 2020. Il rialzo del 94% dell’ultimo trimestre è il più elevato da quando i futures hanno registrato un aumento record del 142% nel terzo trimestre del 1990.

** L’offerta delle cinque qualità di greggio del Mare del Nord che costituiscono la base del benchmark Brent datato ad agosto non includerà il greggio Brent per la prima volta almeno dal 2021.

SCORTE PETROLIFERE STATUNITENSI

** Il mercato petrolifero attende i rapporti settimanali sulle scorte da parte dell’American Petroleum Institute, l’associazione di categoria, in tarda serata di martedì, e dell’U.S. Energy Information Administration mercoledì.

** Gli analisti stimano che le società energetiche abbiano prelevato 4,1 milioni di barili di greggio dalle scorte durante la settimana terminata il 26 giugno.

** Se tali stime fossero corrette, sarebbe la prima volta che le società energetiche prelevano greggio dai depositi per la decima settimana consecutiva, eguagliando il record stabilito nel gennaio 2018. Il dato è da confrontare con un aumento di 3,8 milioni di barili nella stessa settimana dello scorso anno e con un calo medio di 5,5 milioni di barili negli ultimi cinque anni (dal 2021 al 2025). (ENERGYUSA), (ENERGYAPI)