Poiché l’indebitamento delle aziende legato all’intelligenza artificiale non mostra segni di rallentamento, i banchieri stanno escogitando nuovi modi per vendere volumi sempre maggiori di titoli di debito.
L’impennata della spesa per chip, infrastrutture cloud e data center ha spinto le grandi aziende tech, note come hyperscaler, a emettere sempre più obbligazioni in valute diverse dal dollaro statunitense per attingere a un bacino più ampio di investitori ed evitare la saturazione del mercato Usa con volumi colossali di debito.
Aziende come Amazon.com NASDAQ:AMZN e Alphabet NASDAQ:GOOG hanno emesso 60 miliardi di dollari in obbligazioni in diverse valute negli ultimi 12 mesi.
"Alphabet e Amazon si sono diversificate in altri mercati globali in Europa, Canada e Asia", ha affermato Teddy Hodgson, co-responsabile globale del debito investment-grade presso Morgan Stanley.
Queste operazioni di grande entità hanno ridisegnato i mercati obbligazionari globali e stabilito nuovi record per le vendite di obbligazioni in euro, sterline e yen.
Amazon ha raccolto 14,5 miliardi di euro a marzo grazie a un’operazione articolata in otto parti, la più grande mai realizzata nel mercato delle obbligazioni corporate in euro, secondo Lseg.
Alphabet ha battuto i record su tutti i mercati: le proprie operazioni in yen, dollari canadesi, franchi svizzeri e sterline hanno tutte stabilito record di raccolta in quelle valute, secondo i dati di Lseg. Ha inoltre emesso il primo bond a 100 anni di un’azienda tecnologica dal 1997.
Queste operazioni sottolineano l’entità del fabbisogno di finanziamento che gli hyperscaler devono affrontare. Secondo BNP Paribas, gli investimenti degli hyperscaler quest’anno sono stimati a circa 725 miliardi di dollari, quasi il doppio del livello visto a metà 2025.
Gli analisti hanno osservato che la spesa sta aumentando più rapidamente del flusso di cassa operativo, creando la necessità di accedere a fonti di finanziamento esterne.
AUMENTO OPERAZIONI GARANTITE DA CONTRATTI LOCAZIONE DATA CENTER
Nel frattempo, i banchieri stanno sperimentando nuove soluzioni per raccogliere fondi a favore di startup nel settore dell’intelligenza artificiale o di operatori di data center, come la strutturazione di operazioni basate su contratti di locazione di data center - talvolta concordati prima dell’inizio dei lavori di costruzione - per garantire una maggiore visibilità sui flussi di cassa futuri.
L’esempio più recente è stato un titolo obbligazionario da 810 milioni di dollari emesso all’inizio di questo mese da Stingray Compute, società controllata da Cipher Digital NASDAQ:CIFR. L’offerta ha registrato una domanda nove volte superiore all’offerta, ha affermato Cody Gunsch di Morgan Stanley.
Il prestito era garantito dal contratto di locazione del data center con Amazon. Gunsch ha affermato che le prime operazioni di questo tipo, con strutture ispirate ai prestiti del settore costruzioni, sono iniziate lo scorso anno e da allora ne sono state vendute circa 15 a investitori nel segmento high-yield.
No comment sull’operazione da parte di Stingray Compute.
Amazon ha detto di valutare regolarmente il proprio piano operativo e di prendere di conseguenza decisioni di finanziamento, come l’emissione di obbligazioni in diverse valute.
Alphabet ha rimandato a una dichiarazione del Cfo Anat Ashkenazi, secondo cui la società ha accumulato 100 miliardi di dollari di debito in sei valute principali, e a un commento del Ceo Sundar Pichai sul finanziamento degli investimenti attraverso il flusso di cassa, il debito e il capitale proprio.
DOMANDA RESISTE NONOSTANTE AUMENTO DELL’OFFERTA
Tuttavia, gli investitori stanno iniziando a chiedersi se il mercato possa continuare ad assorbire l’offerta.
Secondo Hodgson di Morgan Stanley, gli operatori del settore ritengono che il volume del debito legato all’IA possa essere talmente elevato da spingere le emissioni nel mercato investment-grade oltre i 2.000 miliardi di dollari per la prima volta in assoluto nel 2026.
Le operazioni investment-grade degli hyperscaler hanno già superato il totale dell’intero 2025 e sono sulla buona strada per raggiungere quest’anno la previsione di BNP Paribas di 250 miliardi di dollari.
"Si tratta di obbligazioni con rating di alta qualità, per le quali c’è una forte domanda e una notevole liquidità sul mercato", ha affermato Victoria Fernandez, chief strategist di mercato e gestore di portafogli fixed-income di Crossmark Global Investments, riferendosi ai bond degli hyperscaler.
"Se iniziamo a vedere le aziende affacciarsi ripetutamente sul mercato obbligazionario, allora penso che la situazione cominci a destare preoccupazione".
Alcuni hanno sottolineato i recenti annunci di vendite di azioni, indicando che, oltre al fabbisogno di capitale proprio, crescerà anche la necessità di ricorrere al debito.
"Se ora stanno emettendo azioni, di quanto debito in più avranno bisogno? Queste sono le domande su cui gli investitori stanno riflettendo", ha affermato Hodgson di Morgan Stanley.
Finora non vi sono segni di saturazione, anche se il debito legato all’intelligenza artificiale negli Stati Uniti si avvicina al 15% del totale delle emissioni investment grade, secondo i dati di Barclays. "Sebbene la percentuale del debito recente legato all’IA rispetto all’emissione totale sia elevata, rimane comunque molto bassa se si considera il debito complessivo negli indici di credito investment grade più ampi", ha affermato Scott Schulte, co-head globale del debito investment grade di Barclays.
Jeff Given, responsabile del reddito fisso dei mercati sviluppati presso Manulife Investment Management, ha affermato che gli hyperscaler stanno ancora aumentando gli investimenti e i progetti di IA a lungo termine. Ciò mantiene aperta la pipeline di finanziamenti. "Finché gli hyperscaler e i data center continueranno a essere disposti a spendere di più, la domanda non mancherà".