Lunedì il Senato francese ha approvato una versione rivista di un disegno di legge volto a limitare l’attività dei rivenditori online di fast fashion come Shein, Temu, di proprietà di PDD Holdings NASDAQ:PDD, e AliExpress NYSE:BABA, dopo oltre due anni di dibattiti e discussioni tra la Camera alta e quella bassa del Parlamento, nel corso dei quali i legislatori hanno cercato di elaborare un testo conforme alla normativa dell’Unione Europea.
In base alla legge, quest’anno le aziende di ultra-fast-fashion dovranno pagare multe comprese tra 0,25 e 6 euro per prodotto, che saliranno fino a 10 euro per prodotto nel 2030.
La legge vieta inoltre la pubblicità da parte delle aziende di moda ultraveloce e proibisce agli influencer online di promuoverle.
«Ciò che è in gioco oggi non sono solo i vestiti, ma il modello di società che vogliamo difendere», ha affermato Serge Papin, ministro delle piccole imprese, in un discorso prima del voto. «Il settore preso di mira da questo disegno di legge è quello che inonda i nostri mercati di moda usa e getta, con capi indossati solo per poche settimane prima di essere gettati via».
La legge deve ancora essere promulgata dal presidente per poter entrare in vigore.
Shein ha affermato che alcune misure del disegno di legge «sembrano presentare incongruenze con il quadro normativo europeo applicabile in materia di servizi digitali e commercio elettronico».
La Commissione europea non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
La prima versione del disegno di legge francese contro il fast fashion è stata approvata nel marzo 2024 dalla Camera dei deputati, mentre la versione successiva , approvata nel giugno 2025 dal Senato, era più mirata, con misure rivolte ai rivenditori di ultra-fast fashion che operano esclusivamente online ed escludeva operatori europei del fast fashion come Zara BME:ITX e H&M OMXSTO:HM_B.
I portavoce di Temu e di AliExpress non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.