I mercati azionari asiatici aprono il nuovo trimestre con un approccio cauto, mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran incontrano nuovi ostacoli.
Gli investitori rimangono inoltre all’erta per un possibile intervento del Giappone dopo che lo yen ha toccato nuovi minimi degli ultimi 40 anni.
** Anche i mercati obbligazionari sono sotto pressione dopo che i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense hanno registrato un'impennata durante la notte, poiché i futures hanno ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve in vista dei dati sull'occupazione attesi domani.
** I futures (0#FF:) indicano una probabilità del 33% che la Fed possa alzare i tassi nella prossima riunione a fine mese, mentre un intervento a settembre è valutato tra il 67% e l’88%. (0#USDIRPR)
** L’indice giapponese Nikkei TVC:NI225 guadagna un ulteriore 0,8%, dopo aver registrato un balzo del 37% nel trimestre. La corsa verso tutto il reame tech ha contribuito a spingere il sentiment tra i grandi produttori ai massimi dal 2018, mentre l’attività manifatturiera ha registrato il miglior trimestre dal 2014 grazie all’impennata dei nuovi ordini.
** L’indice principale della Corea del Sud KRX:KOSPI perde il 2,2%, dopo aver registrato un incredibile aumento del 68% nel secondo trimestre grazie alla forte crescita della domanda di semiconduttori legata all’IA.
** Il più ampio Msci, relativo ai titoli azionari dell’Asia-Pacifico escluso il Giappone (.MISX00000PUS), guadagna lo 0,93%, mentre i titoli blue chip cinesi SZSE:399300 cedono lo 0,1%.
** In Europa, i futures sull’Eurostoxx 50 EUREX:FESX1! e quelli sul Dax BMFBOVESPA:DAX1! sono poco messi, mentre i futures sul Ftse ICEEUR:Z1! registrano un calo dello 0,3%. I futures sull’S&P 500 CME_MINI:ES1! e quelli sul Nasdaq CME_MINI:NQ1! cedono lo 0,2% ciascuno, dopo aver registrato forti guadagni durante la notte.