I prezzi del greggio sono in calo per il terzo giorno consecutivo, dopo le dichiarazioni del Qatar sui progressi compiuti da Iran e Stati Uniti sulla questione dello Stretto di Hormuz, che smorzano i timori relativi alle interruzioni dell’approvvigionamento.
I futures sul Brent ICEEUR:BRN1! perdono lo 0,92%, a 70,91 dollari il barile alle 10.50 ore italiane, mentre il West Texas Intermediate NYMEX:CL1! scende dello 0,86%, a 67,99 dollari il barile, toccando il livello più basso dal 27 febbraio.
Nei colloqui sono stati compiuti "progressi positivi" sulle questioni relative al memorandum, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar in un post su X, sebbene non vi siano segnali che le due parti stiano avanzando verso una pace duratura.
Il prossimo incontro tra i negoziatori iraniani e statunitensi avrà luogo dopo i funerali del defunto leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, previsti per il 9 luglio, ha aggiunto il ministero del Qatar.
L'Iran è determinato a ottenere il riconoscimento internazionale del proprio controllo sullo Stretto e della propria capacità di imporre pedaggi alle navi in entrata o in uscita dal Golfo, anche con la forza se necessario, hanno detto due fonti iraniane di alto livello.
UBS ha rivisto al ribasso le previsioni sul prezzo del Brent. Per il terzo trimestre del 2026 la stima scende di 25 dollari a 80 dollari il barile, mentre per il quarto trimestre il taglio è di 10 dollari, con il prezzo che si attesta a 80 dollari. Anche le prospettive per il 2027 subiscono una riduzione di 10 dollari, a 75 dollari il barile.